Secondo recenti sondaggi condotti dal Cato Institute, la stragrande maggioranza degli americani non è favorevole all'adozione di una valuta digitale della banca centrale (CBDC). Solo il 16% degli intervistati ha espresso sostegno per un dollaro digitale, mentre il 34% si è opposto alla sua adozione. Il restante 49% degli americani intervistati non ha formulato un'opinione forte in entrambi i casi.

In quanto think tank libertario, il Cato Institute sostiene l'intervento governativo limitato e sottolinea l'importanza della libertà individuale, della responsabilità personale e dello scambio volontario. Supporta i mercati liberi come mezzo più efficiente per allocare le risorse, promuove le libertà civili e i diritti alla privacy e sostiene una politica estera non interventista.

Non sorprende che, in queste prime fasi di sensibilizzazione pubblica, i risultati abbiano rivelato che solo il 28% degli intervistati avesse familiarità con le CBDC. Tuttavia, nonostante la scarsa consapevolezza, questa forma di moneta digitale ha guadagnato attenzione nel settore delle criptovalute ed è diventata un argomento di discussione durante la campagna elettorale del 2024.

Più di recente, il candidato repubblicano alla presidenza Ron DeSantis ha criticato l'avanzamento occulto della CBDC, affermando che i principali cambiamenti nella politica monetaria ricevono un'autorizzazione specifica dal Congresso, come richiesto dalla Costituzione. Ha poi aggiunto: "Istituzioni irresponsabili non possono imporre una CBDC agli americani. Ci diranno che la CBDC non verrà abusata, ma siamo abbastanza saggi da saperlo".

Le CBDC sono alternative tokenizzate al denaro contante, simili alle stablecoin, legate al valore di una valuta sovrana come il dollaro statunitense. A differenza delle reti decentralizzate gestite da aziende private, sono gestite ed emesse da governi o banche centrali.

Le critiche alle CBDC sono state espresse nel settore crypto da tempo, con il whistleblower Edward Snowden che le ha definite "valute criptofasciste" che potrebbero potenzialmente danneggiare i risparmi degli americani. Più recentemente, anche candidati presidenziali sia del Partito Democratico che di quello Repubblicano, come Robert F. Kennedy Jr. e il governatore della Florida Ron DeSantis, hanno criticato la tecnologia. DeSantis si è spinto fino a vietare le CBDC in Florida, alimentando speculazioni sulla possibilità che altri stati seguano l'esempio.

Le preoccupazioni sulle CBDC provengono principalmente dai conservatori, tra cui il parlamentare Tom Emmer, che ha presentato una proposta di legge per limitare l'autorità della Federal Reserve di emetterne una. L'argomento è stato anche trattato nel programma "Tucker Carlson Tonight" di Fox News a marzo.

Il sondaggio del Cato Institute ha evidenziato che l'opposizione alle CBDC era maggiore tra i repubblicani, con il 53% degli intervistati repubblicani che si dichiarava contrario, rispetto al 22% dei democratici e al 27% degli elettori indipendenti. I repubblicani avevano anche una maggiore familiarità con le CBDC rispetto ad altri gruppi.

Sebbene vi sia una divisione partigiana nella percezione delle CBDC, il sondaggio del Cato Institute ha rilevato che la maggioranza sia dei repubblicani che dei democratici si opporrebbe a una CBDC se consentisse al governo di controllare la spesa degli individui o di ottenere informazioni sulle loro transazioni finanziarie.

Nel complesso, l'indagine ha rivelato che solo il 22% degli americani sarebbe propenso a utilizzare una CBDC se venisse offerta, il che indica una generale diffidenza e indecisione tra la popolazione riguardo ai potenziali costi e benefici di una CBDC negli Stati Uniti.

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