Gli Emirati Arabi Uniti (EAU) sono diventati un fiorente punto caldo per le imprese cripto, poiché ritengono che la regione offra un ambiente più attraente e accomodante per la crescita rispetto agli Stati Uniti.
Mentre gli Emirati Arabi Uniti vedono un aumento delle attività legate alle criptovalute, esperti e dirigenti sostengono che siano la destinazione ideale per le aziende che desiderano affermarsi nel settore delle criptovalute.
Contesto normativo favorevole
Uno dei principali fattori che spingono le aziende crittografiche negli Emirati Arabi Uniti è il loro quadro normativo proattivo e favorevole alle imprese.
Secondo Saqr Ereiqat, co-fondatore della società di venture building Crypto Oasis, gli Emirati Arabi Uniti hanno un ambiente normativo più snello e accessibile rispetto al panorama complesso e frammentato degli Stati Uniti. Ereiqat ha rilasciato queste dichiarazioni ai media Cointelegraph.
Le normative lungimiranti negli Emirati Arabi Uniti hanno reso più semplice per le aziende orientarsi nel settore delle criptovalute e attrarre talenti globali.
Oltre alle normative di supporto, gli Emirati Arabi Uniti vantano anche una notevole quantità di capitale, che può essere estremamente vantaggiosa per le società crittografiche che cercano finanziamenti per i loro progetti.
Il crescente interesse della regione per le criptovalute e la tecnologia blockchain ha portato alla creazione di oltre 1.800 organizzazioni Web3, che impiegano più di 8.000 persone.
Il punto di vista dei leader crypto
Anche i massimi dirigenti del settore delle criptovalute hanno notato il potenziale degli Emirati Arabi Uniti come hub internazionale per le attività di criptovaluta.
Il CEO di Coinbase Brian Armstrong, in una chiacchierata al vertice FinTech di Dubai, ha ammesso che gli Stati Uniti potrebbero essere "un po' indietro" in termini di chiarezza normativa. Armstrong ha anche affermato che il paese è un potenziale hub internazionale interessante per Coinbase.
Il CEO di Ripple Brad Garlinghouse ha condiviso sentimenti simili durante lo stesso evento, esprimendo la sua frustrazione per le normative statunitensi. Garlinghouse ha rivelato che si prevede che la difesa di Ripple contro la Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti costerà alla società 200 milioni di dollari.
Il crescente ecosistema crittografico degli Emirati Arabi Uniti
Il Crypto Oasis Ecosystem Report, lanciato durante il Dubai FinTech Summit, evidenzia la rapida crescita dell'ecosistema crittografico degli Emirati Arabi Uniti, con oltre 1.800 organizzazioni identificate nel primo trimestre del 2023.
Queste organizzazioni sono coinvolte nelle tecnologie crittografiche, blockchain, metaverse e Web3 e impiegano più di 8.650 professionisti. Le organizzazioni native rappresentano il 70,5% del totale, mentre le organizzazioni non native costituiscono il restante 29,5%.
Solo durante il primo trimestre del 2023, sono state identificate oltre 150 nuove organizzazioni, introducendo più di 350 nuovi professionisti nel fiorente ecosistema. Circa il 72,8% di queste persone lavora per organizzazioni blockchain native, mentre il restante 27,2% lavora per aziende non native.
La seconda edizione del Crypto Oasis Ecosystem Report, sviluppata in collaborazione con la DLT Science Foundation e Roland Berger, offre un riepilogo completo dell'evoluzione blockchain degli Emirati Arabi Uniti guidata dalle tecnologie Web3, crittografiche e blockchain.
Il rapporto è diventato una risorsa essenziale per politici, investitori e imprenditori che desiderano orientarsi nel panorama in rapida evoluzione della tecnologia blockchain nella regione.
L'impegno degli Emirati Arabi Uniti nel promuovere un ambiente favorevole per le imprese crittografiche e nell'abbracciare le tecnologie future li ha resi una destinazione attraente per gli appassionati di Web3.
Con il loro approccio proattivo alla regolamentazione, all’immigrazione di talenti e al sostegno del governo, gli Emirati Arabi Uniti sono pronti a diventare un hub globale leader per l’innovazione delle criptovalute e della blockchain, fornendo un’alternativa più attraente agli Stati Uniti per le imprese del settore delle criptovalute.



