Ricercatori nel Regno Unito hanno studiato la fattibilità delle attuali leggi sulla proprietà intellettuale (PI) e la loro applicazione alle nuove tecnologie come il metaverso. Nello studio, i ricercatori hanno identificato le carenze delle leggi esistenti e hanno presentato le loro raccomandazioni.

Il 7 marzo, il governo del Regno Unito ha pubblicato un rapporto di ricerca commissionato esternamente intitolato “IP e Metaverse”. Il rapporto ha approfondito la letteratura esistente sulle leggi sulla proprietà intellettuale e su come possono applicarsi al metaverso. All’interno dello studio, i ricercatori hanno concluso che esistono questioni relative alla proprietà intellettuale specifiche del metaverso, come la governance della proprietà intellettuale in un ambiente interoperabile e la regolamentazione di tecnologie come la blockchain e l’intelligenza artificiale (AI) all’interno dei mondi virtuali.

Secondo il rapporto, molte sfide legali derivano dall’interoperabilità, inclusa la diffusione non autorizzata di opere protette da copyright. I ricercatori hanno sottolineato che la mancanza di interoperabilità è stata importante per impedire alle persone di distribuire illegalmente materiale protetto da copyright. Poiché l’interoperabilità è una caratteristica chiave in un metaverso, i ricercatori ritengono che ciò potrebbe rappresentare una sfida nel governare l’uso e la circolazione delle opere protette da copyright.

Nel frattempo, anche le caratteristiche intrinseche della blockchain, come l’immutabilità o l’essere “a prova di manomissione”, rappresentano una sfida per l’applicazione delle leggi sulla proprietà intellettuale. I ricercatori hanno scritto:

“La resistenza intrinseca della Blockchain al cambiamento o alla correzione mina la capacità di gestire o aggiornare in modo flessibile i diritti di proprietà intellettuale. Si tratta di una questione che diventa particolarmente preoccupante nel contesto delle controversie sulla proprietà, così come per affrontare la risoluzione di accordi e diritti se i licenzianti o i titolari dei diritti cercano di lasciare il Metaverso”.

Tuttavia, l’uso dell’intelligenza artificiale nella potenziale governance del metaverso della proprietà intellettuale pone anche alcune sfide previste. I ricercatori hanno sostenuto che la gestione algoritmica delle violazioni è “estremamente vulnerabile agli abusi” a causa dell’assenza di supervisione umana per garantire la legittimità dell’applicazione delle norme.

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Oltre a questo, i contenuti generati dall’intelligenza artificiale pongono anche un’altra sfida per l’applicazione della proprietà intellettuale nel metaverso. Secondo lo studio, il ricorso agli strumenti di intelligenza artificiale può potenzialmente invalidare le affermazioni di invenzione dei contenuti. La ricerca ha evidenziato esempi e casi che hanno dimostrato che “solo le opere parzialmente assistite dall’intelligenza artificiale” possono essere protette dalle leggi sulla proprietà intellettuale.

A causa dei problemi previsti nella governance della proprietà intellettuale all’interno del metaverso, i ricercatori hanno concluso che è necessaria chiarezza su una “pletora di questioni chiave”. Ciò include questioni legali su copyright, marchi commerciali, brevetti, design, contenuti generati dagli utenti, proprietà virtuale e token non fungibili (NFT) all'interno del metaverso. Per questo motivo, i ricercatori ritengono che sia necessario formulare approcci IP per affrontare le questioni di governance e applicazione delle norme per un metaverso.

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