
Secondo un annuncio rilasciato dalla dogana e dalla protezione delle frontiere degli Stati Uniti il 12 aprile, alcuni prodotti elettronici avevano inizialmente ricevuto un'esenzione tariffaria temporanea, ma Howard Lutnick ha chiarito in un'intervista con ABC News il 13 aprile che la cosiddetta esenzione era solo una misura a breve termine dovuta a un cambiamento nella classificazione, prevedendo che entro uno o due mesi il governo stabilirà un regime tariffario specifico per l'industria dei semiconduttori, includendo molti prodotti elettronici. Secondo Howard Lutnick, prodotti elettronici come smartphone, computer e router potrebbero essere inclusi nell'ambito delle future tariffe sui semiconduttori.
«Quindi, ciò che Trump ha fatto è che questi prodotti, sebbene non siano soggetti a 'tariffe corrispondenti', sono stati inclusi nelle tariffe sui semiconduttori, e le tariffe potrebbero entrare in vigore tra uno o due mesi. Quindi, ciò arriverà presto. Non dovresti pensare che sia anormale. Dovresti considerarlo come parte delle tariffe sui semiconduttori.»
Inoltre, Howard Lutnick ha sottolineato che il presidente Trump ha chiaramente menzionato tre settori: farmaceutico, semiconduttori e automobilistico; queste politiche tariffarie non sono solo strumenti di negoziazione, ma anche una strategia a lungo termine per garantire la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, mirata a realizzare la produzione locale delle industrie chiave. Howard Lutnick ha dichiarato:
«Non possiamo fare affidamento sulla Cina per fornire beni essenziali; i farmaci e i semiconduttori devono essere prodotti negli Stati Uniti.»
Queste dichiarazioni hanno suscitato grande attenzione nel mercato. Dopo che l'amministrazione Trump ha annunciato un aumento delle tariffe fino al 145% sui beni importati dalla Cina, la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina è nuovamente aumentata, con la Cina che ha immediatamente risposto con tariffe del 125%, intensificando l'incertezza economica globale.
Secondo i rapporti della BBC, questa mossa da parte degli Stati Uniti potrebbe aumentare i prezzi dei beni di consumo, in particolare per i prodotti elettronici e le forniture di batterie di cui gli Stati Uniti dipendono fortemente dalla Cina. La Cina, a sua volta, potrebbe dirottare la capacità produttiva in eccesso verso altri mercati, impattando la catena di approvvigionamento globale. Howard Lutnick si è mostrato ottimista riguardo alla possibilità che Stati Uniti e Cina raggiungano un accordo commerciale, ma ha sottolineato che gli Stati Uniti non faranno compromessi sulle industrie chiave.
L'incertezza riguardo alla politica tariffaria ha avuto un impatto significativo sui mercati finanziari. L'indice di volatilità S&P 500 (VIX) è recentemente aumentato, riflettendo le preoccupazioni degli investitori riguardo all'economia macro. Secondo un tweet dell'analista di Bloomberg Eric Balchunas del 10 aprile, la volatilità dell'indice S&P 500 ad aprile ha raggiunto 74, superando il 71 del bitcoin, indicando che la volatilità del mercato azionario ha superato quella degli asset tradizionalmente ad alto rischio.
L'S&P 500 è ora volatile come il bitcoin pic.twitter.com/OrO68Z0HiS
— Eric Balchunas (@EricBalchunas) 10 aprile 2025
In un certo momento, l'amministrazione Trump ha diffuso voci su un rinvio delle tariffe di 90 giorni, facendo impennare il mercato azionario di circa 2 trilioni di dollari, ma Trump ha successivamente negato la notizia, portando a un rapido rientro del mercato. Solo quando Trump ha ufficialmente annunciato alcune esenzioni tariffarie, il mercato ha mostrato segni di stabilizzazione, ma nel complesso rimaneva in alta volatilità.
Ora l'affermazione di Howard Lutnick suggerisce che gli Stati Uniti manterranno una posizione dura nei negoziati commerciali, cercando al contempo spazi di dialogo con la Cina. Sebbene alcuni esperti analizzino che la politica tariffaria potrebbe promuovere l'autosufficienza delle industrie chiave americane a lungo termine, se i negoziati tra Stati Uniti e Cina dovessero fallire nel breve periodo, ciò potrebbe aumentare i rischi per l'economia globale.
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