La Cina dovrebbe riconsiderare il suo rigido divieto sulle criptovalute, afferma un ex alto funzionario finanziario, Zhu Guangyao. Ha sottolineato l'importanza delle risorse digitali per l'economia digitale cinese durante un recente forum a Pechino, secondo il South China Morning Post.
I commenti di Zhu giungono mentre gli Stati Uniti adottano una posizione più favorevole nei confronti delle criptovalute, scatenando il dibattito in Cina. Ha riconosciuto che, sebbene le valute virtuali presentino rischi come volatilità e uso improprio per attività illegali, potrebbero essere gestite tramite regolamenti piuttosto che divieti assoluti.
La Cina ha iniziato a reprimere le criptovalute nel 2017, vietando le offerte iniziali di monete (ICO) e chiudendo gli exchange di criptovalute. Nel 2021, le restrizioni sono state ulteriormente inasprite vietando il mining di Bitcoin e dichiarando illegali le attività legate alle criptovalute. Tuttavia, Zhu sostiene che il divieto esistente ha spinto il trading clandestino, lasciandolo non regolamentato.
Nel frattempo, Hong Kong sta perseguendo la propria strategia crypto, puntando a diventare un hub globale di asset digitali con il tacito supporto di Pechino. La regione ha approvato gli exchange-traded fund (ETF) crypto all'inizio di quest'anno, riflettendo un approccio contrastante all'interno della Cina.
Il cambiamento nella politica globale non è passato inosservato nemmeno negli Stati Uniti. L'ex presidente Donald Trump ha chiesto di abbracciare gli asset digitali per contrastare l'influenza della Cina, mentre Kamala Harris ha recentemente espresso il suo sostegno alle tecnologie innovative, tra cui le criptovalute.
Il famoso economista cinese Wang Yang ha criticato il divieto di estrazione mineraria, definendolo “imprudente” in quanto ha spostato le opportunità all’estero, in particolare negli Stati Uniti. Ha avvertito che se Trump dovesse tornare come presidente, la Cina potrebbe affrontare un maggiore isolamento finanziario.
Anche Huang Yiping, ex esponente politico della Banca Popolare Cinese, ha messo in dubbio la sostenibilità del divieto, avvertendo che potrebbe soffocare la capacità della Cina di sfruttare la tecnologia blockchain e l’innovazione digitale.
La Cina si trova ora di fronte a una scelta critica: riconsiderare la sua posizione restrittiva e unirsi alla corsa alle risorse digitali, oppure rischiare di restare indietro mentre le criptovalute acquisiscono importanza a livello globale.